ALICE COOPER
MERCOLEDI 12 OTTOBRE - ore 21
Ingresso 36,80 euro
Apertura cancelli ore 19

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Info:
www.alicecooper.com

Se non si trattasse di Alice Cooper, uno dei più trasgressivi personaggi del rock in assoluto, diremmo “scherzi da prete”. Welcome 2 my Nightmare, il suo nuovo disco , seguito del famosissimo Welcome To My Nightmare del 1975, era annunciato per l’estate 2012. E invece, a sorpresa, è stato rilasciato il 20 settembre scorso, alla vigilia della partenza di un tour, già da tempo programmato. Solo che in questo caso, è l’uscita del disco a supportare il tour, e non il contrario. Segno dei tempi che cambiano. Lui, invece, non cambia mai.

Nato Vincent Damon Furnier, a Detroit, inizia a suonare negli anni ’60 con la band Spiders, che presto cambia il nome in Alice Cooper. Una leggenda metropolitana vuole che il nome, inizialmente indicativo dell’intera band, fosse preso da una presunta strega bruciata a Salem nel diciassettesimo secolo. Ma, a quanto pare, lo stesso Furnier avrebbe in seguito dichiarato di aver scelto il monicker solo perché suonava bene, e gli faceva pensare “a una bella ragazza in minigonna che nasconde un' accetta dietro la schiena”. Il grande successo però, il nostro lo deve a Frank Zappa, uno dei suoi idoli d’infanzia. Furnier fece una buona impressione al geniale chitarrista italo-americano e al suo manager Shep Gordon, che nel 1969 pubblicano il primo album della band per la loro etichetta, la Straight Records. Si tratta di Pretties For You, dove la fanno da padrone influenze rock e blues. Immediatamente la band si distingue anche per le tematiche trattate. Dall’immagine simile a quella di un gruppo glam, non si limitano però, come molti loro colleghi, a parlare di amore e sesso ma bazzicano attorno ad argomenti come la morte, la tortura, la necrofilia, sebbene con toni spettacolari e scherzosi, che contribuiscono al successo del progetto, grazie anche ai diverbi e alle accuse – tutta pubblicità! – provenienti dalle molte associazioni puritane e ‘bacchettone’ degli Stati Uniti d'America.

Negli anni settanta, dopo il secondo album Easy Action (1970), di successo modesto, la band si trasferisce da Los Angeles a Detroit, dove firma un nuovo contratto con la Warner Bros e incontra il produttore Bob Ezrin. Insieme a lui viene realizzato Love It to Death (1971), disco d'oro grazie al singolo spacca-classifiche I’m Eighteen. Con il tour del 1971, che precede l'album Killer, il gruppo acquisisce il marchio di fabbrica smaccatamente teatrale, grandguignolesco e kitsch che lo distinguerà nel corso degli anni a venire, con largo uso di ghigliottine, forche, serpenti, mascheroni e sangue finto. Nel 1972 l’affermazione definitiva con School's Out, trainato dalla canzone omonima, inno liberatorio degli studenti americani nell'ultimo giorno di lezione. La formazione resta invariata fino al 1973, anno di pubblicazione di Muscle of Love che segna una scissione nell'organico. Il leader modifica legalmente il proprio nome in “Alice Cooper” trasformando l’ex band in un progetto solista a tutti gli effetti. Il primo album così concepito vanta la partecipazione della band di Lou Reed, grazie all’intercessione del comune amico Ezrin, ed è qui che il sound si fa più ruvido grazie alle chitarre corrosive di Dick Wagner e Steve Hunter, sempre più protese verso l’hard rock. Il 1975 è l’anno di Welcome to My Nightmare, lugubre per sonorità e contenuti e considerato il punto più alto della carriera artistica di Mr. Furnier.

Seguono cambi di formazione (da ora Cooper si rivolgerà sempre a dei turnisti, ogni volta diversi), altri successi (Alice Cooper Goes to Hell e From the Inside) ma anche molti problemi con l’alcool che costringono il cantante a sottoporsi a una dura disintossicazione. Gli anni ’80 portano nuovi stili e mode musicali. Alice tenta di adattarsi ma non sempre ci riesce. Nel 1987, dopo un periodo di totale latitanza, Cooper riappare sulle scene, ma in veste di attore, come interprete del cult horror Il signore del male, di John Carpenter. Non era un’esperienza nuova: pochi lo sanno, ma già nel 1984 Cooper era stato tra i protagonisti di un film dell’orrore, il pessimo – ma proprio per questo molto ricercato – Monster Dog, realizzato dall’italiano Claudio Fragasso sotto lo pseudonimo di Clyde Anderson.

Comunque, dopo la parentesi extra-musicale, le cose ricominciano a girare per il verso giusto: assoldati un gruppo di musicisti tanto valenti quanto appariscenti - si ricordano in particolare il chitarrista/culturista Kane Roberts e il bassista Kip Winger, con cui comincierà a scrivere i brani del nuovo album, il nostro mostra segni di ripresa con Constrictor e Raise your fist and Yell, ma soprattutto con Trash (1989), prodotto da Desmond Child, il cui singolo trainante Poison scala prepotentemente le classifiche. Negli anni ’90 la produzione di Cooper si limita a due album, Hey Stoopid del ’91, famoso soprattutto per la collaborazione di grossi nomi del rock e dell'heavy metal come Ozzy Osbourne, Steve Vai, Joe Satriani, Slash, Nikki Sixx, Mick Mars), e The Last Temptation del 1994.

Brutal Planet, del 2000, è accolto calorosamente da critica e pubblico come un ritorno graditissimo, soprattutto per il radicale cambio di rotta che vede il cantante avvicinarsi a sonorità new e industrial metal, generi molto in voga in quel periodo. Non è da meno il successivo Dragontown, del 2001. The Eyes of Alice Cooper (2003) presenta invece sonorità più fresche e orecchiabili. Nel 2005 è la volta di Dirty Diamonds, aggressivo nel sound ma vicino nello spirito al rock classico dei Rolling Stones, mentre Along Came A Spider, del 2008, risulta una specie di summa di tutti gli stili affrontati da Cooper nel corso della sua lunga carriera.

E ora Alice Cooper sarà all’Atlantico con il suo Theatre Of Horror Show mercoledì 12 ottobre....

(scheda a cura di Andrea Guglielmino)


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