GUANO APES
DOMENICA 23 OTTOBRE - ore 21
Ingresso: 25 euro + 3,75 in prevendita
oppure 30 euro la sera del concerto
Apertura cancelli ore 19.30

Prevendite
www.ticketone.it
www.greenticket.it

Info:
www.guanoapes.org

Apri gli occhi e…guarda l’ora! I Guano Apes, punta di diamante del rock alternativo europeo, in Italia fecero il ‘botto’ prestando il loro corrosivo singolo Open Your Eyes allo spot di una famosa marca di orologi. Era la fine degli anni ’90, la scena musicale, per l’ennesima volta, stava cambiando. Dopo il grunge e prima di Napster, si cercavano nuovi volti e nuovi idoli. Sempre grintosi, magari meno trasandati, più sexy e appetibili. Anche, perché no, commercialmente parlando. Le lunghe chiome unte e piene di doppie punte cominciavano a perdere colpi, mentre apparivano sempre più frequentemente i volti affascinanti e curati di nuove dive rock come Nina Persson (Cardigans) o Shirley Manson (Garbage). Sandra Nasic dei Guano Apes faceva però storia a sé: gambe lunghe e fisico asciutto, atletica e scattante come una gazzella, un concentrato di spigoli seducenti e aggressività animalesca, non era, come le altre, solo una bella ragazza infilata in un contesto da rock-band. Era un’autentica frontwoman, che pur senza perdere un’oncia di femminilità riusciva a farsi accettare dai suoi fan come parte della cricca, forte anche del suo retaggio metal – ha più volte dichiarato di amare Deftones e Korn – e di una vocalità graffiante che la distingueva dalle altre colleghe.

La prima formazione dei Guano Apes risale però al 1993: si formano a Gottinga, in Germania. La base è costituita da Henning Rümenapp alla chitarra, Stefan Ude al basso e Dennis Poschwatta alla batteria. Leggenda vuole che i tre incontrino Sandra a una festa universitaria. In verità lo stesso Rümenapp ha rivelato che Sandra è stata presentata alla band da un comune amico, chiedendo un'opinione sulla giovane cantante che aveva appena scoperto e che pensava di usare in un proprio progetto. Mal glie ne colse, perché i tre, innamoratisi artisticamente della dotata singer, glie la ‘soffiarono’ senza remora alcuna. Nel 1996 i Guano Apes si mettono in evidenza vincendo il festival Local Heroes, organizzato dall'emittente televisiva VIVA, ottenendo così la possibilità di incidere il primo disco. Questa è la genesi del fortunato Proud Like a God (1997), contenente appunto Open Your Eyes, che conquista diversi dischi d'oro e di platino e frutta alla band riconoscimenti come il Comet Award e due Echo all'MTV Europe Music Award. Inoltre nel 1997 il singolo Lords Of The Boards viene scelto come colonna sonora ufficiale dei Mondiali di Snowboard in Austria.

Nel 2000 è la volta del singolo Big in Japan, cover stravolta e ‘bastardizzata’ di un celebre successo pop degli Alphaville, che fa da preludio al nuovo album Don't Give Me Names, prodotto dall'italiano Fabio Trentini, che conferma le capacità della band e le apre le porte degli Stati Uniti. I due anni seguenti vengono trascorsi tra esibizioni live e collaborazioni. Quella con l'attore tedesco Michael Mittermeier per la canzone Kumba Yo! coinvolge l'intera band, quella con gli Apocalyptica, celebre gruppo di metal orchestrale, impegna solo Sandra per il singolo Path Vol. 2. Alla fine del 2002 esce il singolo You Can't Stop Me, anticipazione del terzo album, Walking on a Thin Line, a cui segue un tour europeo che tiene il gruppo occupato per un anno e che porta, allo scadere di dieci anni di carriera, alla pubblicazione di Live, primo album dal vivo, e poi della raccolta Planet of the Apes. Ma il troppo lavoro aumenta anche le tensioni in seno alla band, che si scioglie momentaneamente il 30 novembre 2004, a causa di divergenze di progetti musicali.

Nel 2009 i Guano Apes annunciano il loro ritorno sui palchi di diversi e importanti festival estivi. Dopodiché tornano in studio per registrare Bel Air, uscito in Italia il 5 aprile 2011, anticipato dal singolo Oh What A Night. Il nuovo album viene pubblicato in tre diverse edizioni e anche in vinile. Il 23 ottobre la band presenterà il disco all’Atlantico, accompagnando l’esibizione anche con molti successi del passato.

(scheda a cura di Andrea Guglielmino)


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